Chi ha inventato le librerie?

 In curiosità

Le moderne librerie sono nate grazie al libraio inglese James Lackington che ha vissuto tra il 700 e l’800. Nato da una famiglia povera, imparò a leggere da autodidatta e nel 1774 aprì il suo primo negozio, che vendeva sia scarpe che libri. Con il passare del tempo, nonostante l’analfabetismo andasse a diminuire, comprare libri rimaneva un lusso per pochi, fino a quando Lackington non cambiò le cose. Eliminò i libri a credito per aver più contante per l’acquisto dei libri, iniziò le svendite dei libri più vecchi. Fino a quel momento la strategia di vendita era acquistare una grande quantità dello stesso libro, bruciarne i ¾ di copie per vendere le ultime a prezzi esorbitanti, essendo poche e rare. Lackington usò una strategia differente: comprare una grande quantità dello stesso libro per poterlo vendere a un prezzo economico. In questo modo l’acquisto del libro fu accessibile a un circolo più spazioso di lettori. Successivamente abolì anche la possibilità di contrattare sul prezzo, stabilendo un costo inopinabile. Nel 1794 aprì la libreria che gli diede notorietà: The Temple of the Muses, con la sua scritta: ‘La libreria più economica del mondo’. La libreria ebbe un enorme successo per le sue dimensioni, contava oltre 500mila volumi, e per la novità della possibilità di consultare i libri prima dell’acquisto, dove i volumi più vecchi erano i più economici. Questi prezzi favorivano un notevole afflusso di clienti, dando la possibilità di vendere 100mila libri all’anno. Lackington riassunse la sua attività con la frase: ‘Piccoli profitti fanno grandi cose’