Cina: chiusa l’ultima libreria che vendeva testi censurati

 In curiosità

La People’s Bookshop era l’ultima libreria a Hong Kong che vendeva i libri vietati dal Partito comunista in tutta la Cina. Questa chiusura è una nuova sconfitta sulla libertà di espressione dell’intero Paese e in particolare per Hong Kong, che è tornata a far parte della Cina nel 1997 liberandosi da un dominio coloniale britannico durato centocinquantasei anni.

Durante l’unificazione la Cina aveva promesso alla regione si poter continuare con il proprio sistema democratico e capitalista, promessa che è venuta meno sotto le pressioni del Regime.

Hong Kong era l’unico posto che vendesse libri che nel resto della Cina erano proibiti, portando acquirenti da tutto il Paese.

I libri vietati non sono solo di carattere politico e anti-comunista, ma la censura cinese si estende anche alla religione e al sesso.

La pressione da parte di Pechino hanno portato alla chiusura di queste librerie a partire dal 2016 e oggi, nel 2018, chiude l’ultima, segnando una sconfitta dei diritti e della libertà di parola.