I 10 libri che miglioreranno il tuo spirito

 In curiosità

Tutti i grandi libri della letteratura hanno una validità culturale a cui accedere almeno una volta nella vita. Ma se dovessimo scegliere qualche titolo, che si distingui per la rara capacità di migliorarci e insegnarci, quale vincerebbe il podio? Eccone 10 tra questi, a voi il giudizio sulla loro attendibilità.

 

“Il mito di Sisifo” di Albert Camus – In questa opera Camus negando qualsivoglia valore a un significato trascendente alla vita e al mondo, riconosce come assurda l’esistenza: senza un significato l’esistenza è irrazionale ed estranea a noi stessi. Resta dunque il suicidio, ma quello “fisico” non risolve il problema del senso; mentre quello spirituale svia dal vero problema. La soluzione per Camus è la “sopportazione” della propria presenza nel mondo, “sopportazione” che consente la libertà; e la “protesta/ribellione” nei confronti dell’assurdità dell’esistenza, quindi contro il “destino”, consegna alla vita il suo valore effettivo.

“De brevitate vitae” di Seneca – Nel De brevitate vitae il tempo è visto come uno scorrere precipitoso  e l’uomo è destinato a vivere un’età breve (quod in exiguum gignimur, br.v. 1.1); del resto, gli affaccendati (glioccupati: coloro che sono sempre impegnati negli affari pubblici o nell’eccessiva e maniacale attenzione per sé) non sono liberi, non sono sapienti.

“Faust” di Goethe – Il Faust ha inizio con due prologhi: il Prologo sul teatro e il Prologo in cielo. Nel Prologo sul teatro un direttore di scena, un poeta e un attore faceto discutono su quale direzione far prendere a uno spettacolo; il poeta sostiene che sia più importante privilegiare l’arte, mentre direttore e attore concordano con il favorire il gusto del pubblico. Nel Prologo in cielo, invece, Mefistofele scommette con Dio di riuscire a sedurre il medico e teologo Faust, che ha sempre mantenuto una condotta impeccabile. Mefistofele infatti è convinto che l’uomo usi la ragione per scopi malvagi e non per avvicinarsi al Cielo. Dio non accetta la scommessa del diavolo, ma gli consente di tormentare il protagonista finché avrà vita, in quanto è convinto che Faust raggiungerà la salvezza eterna.

“Morte nel pomeriggio” di Ernest Hemingway – è un saggio dello di Hemingway sulle cerimonie e le tradizioni della tauromachia della Spagna, vista come l’espressione più spontanea dello spirito del suo popolo, pubblicato a New York nel 1932. Esso contiene considerazioni sulla sua storia e su quelle che l’Autore considera le sue magnificenze, soffermandosi poi a riflettere sulla natura della paura e del coraggio.

“Paradiso perduto” di John Milton –La progettazione del poema fu lunga e complessa. Esso fu inizialmente concepito come tragedia; di questo progetto sono rimasti diversi segni visibili, tra cui l’uso del blank verse (tipico dei drammi elisabettiani) e la costruzione del personaggio di Satana. Satana possiede innanzitutto le caratteristiche dell’eroe epico. In seguito alla Caduta sua e degli altri angeli ribelli, egli dimostra coraggio, maestà, stoicismo, invincibilità dello spirito: la sconfitta non ha affatto piegato il suo orgoglio, tanto che nel suo celebre discorso si lascia andare ad un vero e proprio delirio di onnipotenza.

“L’arte di essere felici” di Arthur Schopenhauer – «Il principio primo dell’eudemonologia è che questa stessa espressione è un eufemismo e che “vivere felici” può significare solo vivere il meno infelici possibile, o, in breve, vivere passabilmente. (…) il fondamento della vera saggezza di vita è contenuto nel principio aristotelico secondo cui, affatto incuranti dei piaceri e degli agi della vita, ci si dovrebbe preoccupare solo ed esclusivamente di sfuggirne per quanto possibile gli innumerevoli mali.» Per Schopenhauer l’arte di essere felici consiste nel fatto di condurre un esistenza volta
ad evitare il dolore ed in questo modo riuscire a condurla come dice lui in modo passabile.

“Così parlò Zarathustra” di Friedrich Nietzsche – n Così parlò Zarathustra  Nietzsche affronta il compito di pensare l’uomo e il mondo dopo che “Dio è morto” o dopo che noi l’abbiamo ucciso, senza essere consapevoli della “grandezza di quest’azione”. Dopo il nichilismo nel quale si sono dissolti i valori della tradizione platonico-cristiana, abituata a porre un altro mondo dietro questo mondo, Zarathustra insegna a essere “fedeli alla terra” servendone il senso in novità di spirito, di virtù e di valore.

“Saggi di teodicea. Sulla bontà di Dio, sulla libertà dell’uomo, sull’origine del male” di Gottfried Leibniz – principessa Sophie Charlotte. “Teodicea” alla lettera significherebbe “giustizia divina”, ma nell’accezione comune diventa la spiegazione dicome sia possibile l’esistenza del male nel mondo a fronte di una divinità assolutamente buona. Secondo il sistema di Leibniz il male non una privazione di essere, perché non possono esservi movimenti che deviano dalla volontà di Dio. Quindi anche il male fa necessariamente parte del disegno divino. Nella prefazione Leibniz pone i due “labirinti” su cui si concentrerà l’opera: la questione della libertà e laquestione della necessità.

“Simposio” di Platone – Tra amore e filosofia c’è uno stretto rapporto , tant’è che l’amore è una metafora della filosofia :questa stretta parentela  Platone la esamina meglio nel simposio,il suo capolavoro : Socrate  si sta dirigendo verso la casa del tragediografo Agatone quando incontra un amico;allora invita anche l’amico e quando sono ormai arrivati , Socrate comincia a riflettere intensamente.Durante i simposi veniva nominato un simposiarca il cui compito era quello di dare un ordine alla discussione facendo passare la parola da un invitato all’altro e selezionare l’argomento da trattare.Si sceglie di parlare dell’amore:c’è chi dice che Eros è la divinità più giovane e più bella,chi dice che è la più vecchia in quanto forza generatrice di tutto,chi sostiene che sia una forza cosmica che domina la natura,chi suggerisce che sia un tentativo da parte di tutti gli enti finiti di eternarsi procreando,c’è chi è del parere che sia la divinità più valorosa in quanto riesce a dominare perfino la guerra.

“Dialoghi” di Confucio – Suddivisi in 20 libri o capitoli, costituiscono la summa del pensiero confuciano. Vennero raccolti dai discepoli e poi tramandati: trattano di politica, morale, e in genere dei problemi fondamentali della vita associata. Costituiscono quindi l’opera che modellò, si può dire, la vita e la psicologia dei Cinesi e ne assicurò per secoli la continuità morale, politica, psicologica, nazionale.