I Roghi dei libri nella Storia

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I Roghi dei libri nella Storia

Book evolution desidera illustrare i principali Roghi dei Libri avvenuti nel corso dei secoli.

Il rogo di libri e la distruzione di biblioteche  furono pratiche piuttosto comuni nel passato, causati spesso da guerra, censura o più semplicemente dalla necessità di cancellare informazioni o idee pericolose per il contesto storico in cui furono attuati. Questi sono alcuni degli eventi documentati:

  • Il rogo dei libri e l’assassinio di accademici nella Cina di Qin Shi Huang nell’anno 212 a.C.; molti intellettuali che disobbedirono all’ordine furono sepolti vivi.
  • La distruzione delle opere di Cremuzio Cordo.
  • I libri di alchimia dell’enciclopedia di Alessandria furono bruciati nel 292 dall’imperatore Diocleziano.
  • Nell’anno 367, Atanasio, il vescovo ribelle di Alessandria, edittò una Lettera di Pasqua nella quale esigeva che i monaci egiziani distruggessero tutti quegli scritti inaccettabili, ad eccezione di quelli che egli stesso etichettò come canonici ed accettabili. Questa lista è quella che attualmente costituisce il Nuovo Testamento.I testi eretici non apparirono come palinsesto, cancellati o sovra scritti come i testi pagani; in questo modo molti testi del principio dell’era cristiana si persero come fossero stati pubblicamente bruciati.[senza fonte] Il Vangelo di Giuda recentemente ritrovato in Egitto, fu un libro che si perse mediante questa pratica di distruzione privata dell’informazione.[senza fonte]
  • Una delle più famose distruzioni di libri avvenne nell’anno 642, quando il generale Amr ibn al-As, comandante delle truppe arabe che avevano appena conquistato l’Egitto, distrusse la Biblioteca di Alessandria e i libri in essa contenuti su ordine del califfo Omar. Questa fu la motivazione del califfo: «In quei libri o ci sono cose già presenti nel Corano, o ci sono cose che del Corano non fanno parte: se sono presenti nel Corano sono inutili, se non sono presenti allora sono dannose e vanno distrutte».
  • Il 7 febbraio 1497 ebbe luogo a Firenze un importante rogo di libri e opere artistiche di considerabile valore, essendo ritenuto materiale immorale, nel conosciuto come “Falò delle vanità“, promosso da Girolamo Savonarola.
  • Il rogo dei manoscritti Maya e Aztechi ad opera dell’Inquisizione in Messico, per ordine di Diego de Landa.
  • Agli inizi del secolo XVI, gli Andalusi della penisola iberica avevano l’obbligo di consegnare alle autorità castigliane i libri scritti in arabo, venendogli poi restituiti quelli riguardanti medicina, filosofia e storia e bruciati tutti gli altri[1].
  • Il rogo dei libri di autori ebrei durante l’epoca nazista, dal 1930 fino al 1945 in Germania. Il regime nazista divenne molto noto per i roghi delle opere di oppositori politici e scrittori considerati sconvenienti ed immorali, per il contenuto delle loro opere, le loro opinioni politiche o le loro origini etniche. Tra i Bücherverbrennungenpiù noti svoltosi durante il ed a causa del regime nazista nella Germania di Hitler si annovera quello avvenuto nella Bebelplatz di Berlino il 10 maggio1933.
  • Nel 1961 si consumò in Italia nel cortile della procura di Varese l’ultimo rogo di libri per disposizione legale; si trattava della condanna per oscenità dell’opera Storielle, racconti e raccontini del marchese de Sade, pubblicata dall’editore Luigi Veronelli l’anno precedente.[2]
  • In Cile dopo il colpo di Stato dell’11 settembre del 1973 i militari cileni sequestrarono e bruciarono migliaia di libri di politica, anche se nel febbraio del1987 il Ministero dell’Interno cileno ammise solo di aver bruciato 15.000 copie di Le avventure di Miguel Littin clandestino in Chile il 28 di novembre del 1986 in Valparaíso sotto l’ordine del dittatore Augusto Pinochet.
  • Il 29 di aprile del 1976, Luciano Benjamín Menéndez, capo del III Corpo dell’Esercito incaricato della riorganizzazione Nazionale (Colpo di stato argentino), di stanza a Córdoba, ordinò un rogo collettivo di libri, tra i quali si trovavano opere di Marcel Proust, Gabriel García Márquez, Julio Cortázar,Pablo Neruda, Mario Vargas Llosa, Saint-Exupéry, Eduardo Galeano… Disse che lo faceva “con il fine che non rimanga nessuna parte di questi libri, opuscoli, riviste… perché con questo materiale non continui a ingannare i nostri figli”. E aggiunse: “Nello stesso modo in cui distruggemmo con il fuoco la documentazione perniciosa che influisce sull’intelletto e sulla nostra cristianità, saranno distrutti i nemici dell’anima argentina”. (Diario La Opinion, 30 aprile 1976)
  • Secondo alcune fonti, il 16 gennaio 2015 sono stati bruciati circa 2000 libri dal gruppo terroristico islamico ISIS poiché non considerati “islamicamente corretti”. Fra di essi si trovavano testi per bambini, testi di diritto, libri di poesie, filosofia, salute, scienza e tanto altro prelevati dalla grande biblioteca diMossul, dalla biblioteca dell’università, dalla Biblioteca musulmana sunnita, dalla biblioteca della Chiesa Latina e dal Convento dei Padri Domenicani, tra i quali vi erano scritti risalenti a migliaia di anni fa

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