Intervista alla nostra Autrice: Maria Debora Zucca

 In autori emergenti, bookevolution

Una breve ma interessante intervista di Maria Debora Zucca, per conoscere meglio i nostri nuovi autori.

Autrice dell’opera: Terapia 

Intervista alla nostra Autrice- Maria Debora Zucca

 

1. La passione per la scrittura è recente o maturata nel tempo?

Scrivere è sempre stata una mia passione. Ho iniziato a scrivere giovanissima, frequentavo la prima classe delle superiori e a scuola inventavo fiabe e favole. La lettura mi ha aiutata molto, ho conosciuto oltre a molti autori di fiabe, come i fratelli Grimm e Perrault o La Fontaine, Gianni Rodari che mi ha aperto un mondo. Ho continuato a scrivere a creare e conservare le mie storie. Poi ho deciso di cimentarmi con uno scritto diverso, ispirato forse dai miei studi a base di psicologia, pedagogia e sociologia: così è nato “Terapia”.

2. Quale è stata la motivazione scatenante che le ha fatto capire di voler essere una scrittrice? 

Io non ho mai pensato a me come uno scrittore o scrittrice. In effetti mi sento anche a disagio quando mi sento definire così. Ho voluto solo condividere la mia passione con altri e non tenere questa esperienza solo per me, con la paura oltretutto di non essere compresa. Scrivo quello che sento, spero di far “sentire” qualcosa, come una emozione, un sorriso, una sensazione anche ad altri.

Continuerò a scrivere, perché è una esigenza che mi nasce da dentro. Chissà se prima o poi diventerò scrittrice!

3. Quale tra le sue opere è quella che preferisce maggiormente?

Tra i miei libri, quello che sento più mio è sicuramente “Altre storie”, racconti nati dalla mia fantasia e grazie a un bellissimo libro di Rodari “La grammatica della fantasia”. Ma se devo essere sincera anche “Terapia” ha una sua importanza, mi ha coinvolto emotivamente scriverla.

4. In cosa trova l’ispirazione?

Mi ispira un po’ tutto, bastano semplici esperienze quotidiane, o cose che vedo, parole che sento, per scatenare in me la voglia di farne una storia, un racconto. Tutto ciò che è quotidiano e formale lo trasformo grazie alla mia vena fantastica. E’ più forte di me, la mente lavora continuamente!

5. Quali sono le difficoltà che trova un autore emergente?

Ecco, io sono brava a scrivere, nel senso che trovo semplice creare e inventare. Ma non ho assolutamente dimestichezza con la promozione e divulgazione di ciò che compongo. Credo che la difficoltà maggiore sia farsi conoscere, portare a conoscenza del maggior numero di persone la propria opera, e riuscire a promuoverla. Io sono una persona diciamo timida e non proprio estroversa, per cui, anche per motivi di tempo, non sempre sono stata in prima linea per promuovere le mie opere. Seconda cosa: le spese per pubblicare. Si tratta di un vero e proprio investimento e noi autori emergenti con grande fatica facciamo fronte a questa spesa. Trovare qualcuno che crede nelle tue opere: anche questo è un altro ostacolo. Insomma si tratta di una strada in salita, spesso non si emerge!

6. Quando sono autobiografici i suoi libri?

Sicuramente parte delle mie esperienze di vita hanno ispirato i miei racconti, ma non li definirei autobiografici.

7. Quante ore al giorno scrive? Quale ambiente preferisce? Cosa aumenta la sua concentrazione e cosa la diminuisce?

 

Non ho tempi definiti per scrivere. Rimango dei giorni che non scrivo niente, giorni in cui scrivo per ore, giorni che abbozzo un’idea. Avendo sempre ispirazioni, mi cimento quando si fanno sentire. Nel caso di “Terapia”, aspettavo giorno per giorno, come poter dare carattere alla storia. Facevo delle pause, altre volte scrivevo per giorni interi, rivedendo, cancellando, riscrivendo etcc.

Scrivo sul mio pc, in cucina, sul letto, mai nello studio, dove dovrei stare meglio. La cucina è il luogo ideale per me, profumi, ambiente di questa mi fanno sentire più coccolata. Se ho un’idea posso avere la musica in sottofondo, la tv accesa, niente mi distrae sono completamente rapita: digito come una forsennata sul pc per non perdere nessuna esclamazione o pensiero!

8. Parla di ciò che sta scrivendo con i suoi familiari?

Informo i miei familiari che sto scrivendo, ma non specifico che cosa. Faccio leggere qualcosa solo a mio figlio, mi piace avere un suo giudizio, anche se delle volte i suoi pareri non sono proprio entusiasmanti. Si chiede anche lui come nasce ciò che scrivo: gli sembra impossibile che scrivo ciò che gli faccio leggere. Nel caso di “Terapia”, ho preferito chiedere un parere ad una professionista: mia sorella psicoterapeuta.

9. Come supera il demone della pagina bianca?

La pagina bianca per me è tutto: libertà, fantasia, viaggio nel tempo. Non la considererei mai un demone. Se mi metto dinnanzi ad una pagina bianca è perché c’è un’idea da realizzare. Oltre a scrivere ultimamente ho fatto dei disegni per un mio prossimo eventuale libro di racconti. Come vede le pagine bianche per me sono uno stimolo in tutti i sensi. Anche a scuola era così. All’inizio la guardo, riorganizzo le idee e poi nessuno mi ferma più!

10. Ha dei consigli da dare a chi inizia ad approcciarsi alla scrittura?

Non credo di essere ancora in una posizione per dare consigli, non reputandomi ancora una scrittrice. Sono una sperimentatrice di storie, mi diverto a divertire, quindi posso solo dire a chi come me ama scrivere di seguire le proprie sensazioni, di realizzare i propri sogni, di farlo soprattutto per se stessi. Se poi c’è anche qualcuno che ti segue e che condivide il piacere dei tuoi racconti, dei tuoi scritti, allora capisci che era una cosa giusta. Io credo di essere stata fortunata nel mio piccolo, ho ricevuto molti complimenti, i miei racconti sono piaciuti. Ho avuto la mia parte di pubblico, spero che anche “Terapia” abbia lo stesso successo. Successo è una parola grossa, ma io non aspiro a tanto, amo scrivere e voglio condividere questo mio grande amore con gli altri. Se poi dovessi avere successo, diventare famosa, beh non mi tirerei indietro!

il libro della nostra autrice