La biblioteca che non vuole i libri di Fabio Volo

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A Cascina, un Paese vicino Pisa, l’amministrazione ha deciso di non acquistare i libri di Fabio Volo basandosi sulle parole dell’Assessore alla Cultura che ha affermato che la biblioteca comunale avesse posto solo per i classici e non i libri commerciali.

Lo scrittore, sentendosi provocato, ha poi successivamente commentato il tutto sul quotidiano ‘La Nazione’

“Immaginate di essere intelligenti, dotati e di grande cultura quanto lo è il nostro Nannipieri (Assessore alla Cultura), la cui presenza in noti programmi televisivi non è sufficiente a garantire un successo letterario che sia paragonabile a quello che invece ricevono dei poveri stolti ignoranti quali il sottoscritto, che ottengono la propria fama esclusivamente dalla partecipazione televisiva”. Volo incolpa dà la colpa alla gelosia. “Ecco, forse anche io sarei un po’ geloso, ma questo non significa che mi sentirei autorizzato a bandire alcun libro da un biblioteca”.

 

Nannipieri ha poi spiegato e giustificato tale scelta attraverso il Social Facebook:

“Caro Fabio Volo, si chiama battaglia culturale. Tu pensi che la biblioteca sia come un supermercato (se un libro vende molto, si trova al supermercato e in biblioteca). Per me invece la biblioteca, se ha 10 euro da spendere, deve anzitutto mettere a disposizione i libri che contano, che non si trovano nei supermercati, autogrill, edicole, su Novella2000 o TV Sorrisi e Canzoni. Nessun libro è bandito. Se vuoi regalarci i tuoi libri, siamo i primi a prenderli. Ma se la biblioteca ha 10 euro da spendere, tra acquistare il tuo libro o il libro di un classico o di un Premio Nobel, noi scegliamo sempre quest’ultimo. Si chiama educazione culturale, vecchio mio”