Non Lasciarmi – Kazuo Ishiguro

 In cultura, letteratura

La rubrica del Romanzo Ritrovato è un mezzo per scoprire nuovi autori contemporanei.

Vi è mai capitato, ultimamente, di ritrovarvi fra le mani  un romanzo di Ishiguro? Uno scrittore che ha fatto parlare di sé dopo il nobel per Il Gigante Sepolto?.

Bè, se non vi è capitato, vi consiglio di farlo capitare.

L’acclamato libro è una bella storia fantasy, dove dietro il fantasy è celato ben altro: la difficoltà delle relazioni e i compromessi, i patti fatti con la memoria, il dimenticare per non soffrire, l’amore e il tempo.

Interessante, nel suo genere.

Ma , sorpresa, non è di questo libro di cui parleremo oggi.

Scavalcando questo romanzo pluripremiato, rimaniamo sullo stesso autore e focalizziamoci su un altro titolo, che, personalmente, per affinità emotiva, ritengo anche superiore: Non lasciarmi.

Non lasciarmi ( magari reso popolare dalla trasposizione cinematografica, come il 90% dei libri conosciuti) è una di quelle storie che ti rimangono dentro, che, nonostante il titolo semi-romantico, che ti fa desistere dall’acquisto (dubitando se vale quei 17 euro su Amazon), vi sorprenderà.

Ecco, fatelo, leggetelo.

Se non volete comprarlo, penso che siate capacissimi di trovare il modo di leggerlo ugualmente: se non volete farlo per l’economia, fatelo per voi stessi. E per la fantascienza, sopratutto, che nonostante questi picchi di letteratura, ancora viene considerato un filone di serie B, legato alla semplice idea di alieni e androidi, senza vedere che in realtà c’è un mondo nascosto, è che dovrebbe essere scoperto.

Una volta iniziato, la vita viene messa in pausa, e se ne rimane completamente rapiti. Quando il tempo di riposare o staccare diventa necessario, la curiosità vince, e si è di nuovo con le mani tra quelle pagine. La soluzione? Più caffè possibili per riuscire ad arrivare alla fine. Una fretta ingiustificata per concluderlo, sostituita successivamente ad una sensazione di abbandono al capitolo finale. Questo libro ha la magia di diventare tuo amico, di catturati completamente, di farti emozionare, di essere partecipe.

L’’elogio generale è un modo per introdurre qualche sfumatura della narrazione, per aumentare l’interesse, per far capire il potenziale che si può trovare.

Non lasciarmi non è di lettura semplice; non per la prosa, ma per gli argomenti trattati, per la sua malinconica tristezza e per il tema astratto che rientra nel campo della fantascienza, ma, che, contemporaneamente,  si distacca dall’idea comune che si ha di questo genere. Subito, dalle prime pagine, si intuisce qualcosa di misterioso, sia dalla descrizione della scuola frequentata dai bambini protagonisti, sia per le parole chiave come Donatore, e dal modo cupo in cui viene narrata la storia da Kathy, la protagonista, si intuisce la chiave di lettura del peso di tale parole, anche se c’è, da parte nostra, un iniziale rifiuto.

I protagonisti sono tre, Kathy, timida ma introspettiva, Ruth, spavalda ma segretamente fragile e Tommy, il grande amore, di entrambe. Perché è questo il racconto: amore, amicizia, paura, rabbia. Il conflitto eterno di umano e non, dei sentimenti reali e costruiti, la possibilità di poter considerare alla pari emotiva anche ciò che vieni costruito artificialmente, l’infinito diverbio coscienza-mente. E la loro storia, affrontata con una narrativa distaccata da Ruth, mostra anche una  paura del futuro che non avranno, la paura delle loro emozioni, la paura dell’ignoto. Impossibile non domandarsi, alla fine, cosa è umano, e sopratutto, cosa rende umani?

Martina Pellecchia