Un filo d’olio – Simonetta Agnello Hornby

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Che ne dite di un bel libro da regalare ai vari Carli Cracchi dei poveri per distoglierli dalla noia del lockdown?  Potrebbe far al caso vostro -tanto per rimanere in tema- Un filo d’olio di Simonetta Agnello Hornby, autrice siculo-inglese nonchè avvocato giramondo specializzata nel diritto di famiglia e dei minori.

Il libro è una raccolta di racconti, fortemente e reciprocamente strutturati, organici, in cui anche gli aneddoti familiari tante volte ri-raccontati si incastrano armoniosamente.
La vera originalità  del volume è la struttura: il libro nasce dal quaderno di ricette della bravissima nonna Maria, scomparsa quando la nipote Simonetta aveva un solo anno:  la prima parte di “Un filo d’olio” è quindi il ricordo delle antiche estati, ma la seconda parte è la collaborazione della sorella Chiara Agnello che firma le ventotto ricette contenute nel volume: dolci e salati suddivisi per mese, da maggio a settembre, al ritmo della stagione. Le pagine traboccano di seducenti suggestioni, in un tripudio di colori mediterranei e barocchi: il pastoso cafè d’u parrinu (con zafferano e cannella tipico delle masserie dell’agrigentino), le zucchine fritte con aglio, menta, zucchero e aceto, gli spiedini con tuma (il tipico formaggio siciliano) e acciughe, la zucca fritta con le cipolle, la gelatina di uva e di melagranata, il gelo di mellone (anguria), il biancomangiare con il latte di mandorla e infine la regina della tavola estiva siciliana, la melanzana in tutte variazioni: le cotolette con l’ortaggio a polpa bianca, pangrattato e uova, la caponata e anche una delle infinite varianti della parmigiana (gelosamente definita «a modo nostro»).