Una Poesia di Santina Lazzara: Madre Terra

 In autori emergenti

Una Poesia di Santina Lazzara- Madre Terra

 

Una nuova rubrica per dare spazio agli autori emergenti: settimanalmente verranno pubblicate opere letterarie che hanno partecipato al Primo Concorso Arnanah.

Una poesia di Santina Lazzara.

Immagine: “Madre Terra” – dipinto di Daniele Gori.

 

MADRE TERRA

entrare nello Spirito
significa anche questo eliminare il superfluo
il non necessario alla necessità di un cielo che si fa ruggine

e si va a posare
tra la fronte e le labbra

le stesse che poi vanno taciute
al fine di una riduzione che si fa essenza e cura propedeutiche ad un difetto
chiamato carne o uomo

chimica delle differenze che riempie la distanza tra l’ombelico e il fiato

flauto riflesso
in dentro
e poi dentro e poi dentro e poi…

ti dirò di una formula
per svelare il trucco
che si tramandò da Ecate a Demetra
un arco temporale che poi è un arco-baleno cromatico che tramuta l’azzurro in acqua
spingendo la luce nel retrobottega
astrale di questo universo
chiamato Terra

la zanzara segue gli indizi dei suoi predecessori e mordere – d’un tratto- diventa
l’asse di congiunzione tra
l’esorcismo del superficiale e

la disintossicazione da un oppio chiamato Vita.

nella logica che intercorre tra
il ripetersi all’infinito
e il nucleo della socializzazione
c’è un incantesimo detto interruzione: lavoro in corso d’opera di una bellezza libera da appartenenze

con le dita puntate al tetto che vola invochiamo una preghiera di salvezza: la cornice di un Umanesimo compiuto prima che si perdessero
i punti cardinali

rimangono petali
a dirmi di Te che esisti
al posto delle assenze
e un pezzetto di oceano che
si fa sasso scagliato ancora
e ancora
e ancora
nell’equidistanza che allontanò Sole e Luna da Pachamami
e da quel padre chiamato Dio.